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Nata negli anni 30 del Novecento nei laboratori dell’azienda milanese Motta, la versione industriale della colomba è arrivata in breve sulle tavole di tutta la penisola italiana.

L’invenzione di questo dolce risale all’epoca longobarda ma è solo dal 2005 che il Governo italiano ha deciso di tutelarla con la pubblicazione di  un decreto ministeriale che ne definisce la ricetta originale. Fu infatti offerta come simbolo di pace al re longobardo Alboino, durante l’assedio di Pavia nella metà del VI secolo.

Gli ingredienti obbligatori che fanno si che si tratti di Colomba sono: farina, zucchero, uova di categoria A o tuorlo (in quantità non inferiore al 4%), burro (almeno il 16%), scorze di agrumi canditi (almeno il 15%), lievito madre e sale.

Glassatura, decori e canditi possono essere sostituiti invece da altri ingredienti, si ottengono così versioni diverse da quella classica, con farciture, coperture e ripieni speciali, che non devono superare il 50% del peso totale della Colomba.

In genere, la glassatura della colomba classica viene preparata con albume, zucchero e può contenere mandorle, nocciole e anacardi macinati. La copertura, invece, viene ricoperta da granella di zucchero e mandorle tostate.

Affinché si tratti di una vera Colomba di qualità la crosta e la glassa devono essere chiare, l’impasto deve avere un colore dorato e alveoli piccoli. Una buona crescita del dolce rispetto al pirottino di carta è segno di ottima lievitazione.

Un approfondimento particolare deve essere riservato alla Colomba industriale, nella quale vengono utilizzati conservanti come l’acido sorbico e il sorbato di potassio.

Questi elementi le permettono, dopo un ciclo di lavorazione della durata di trentacinque ore , per cui sono 6 impasti (tre per il lievito e tre per la pasta), di conservarsi fino a 2 o 3 mesi dalla data di confezionamento.

E’, inoltre, buona norma conservare la Colomba dopo l’apertura, nel sacchetto originale in dotazione nel packaging originale, mentre gli avanzi vanno conservati in sacchetti per alimenti e consumati preferibilmente entro due o tre giorni.

Ricordiamo che una Colomba di qualità, anche se industriale, dovrebbe costare attorno ai 10-12 Euro al Kg.

Non ti fidare dei prezzi troppo bassi, quindi, e acquista solo Colombe di alta qualità!

Puoi riciclare la parte di prodotto avanzato e riutilizzarlo come ingrediente per dolci, tartine o bavaresi, mentre le briciole tostate sono perfette su macedonia, crema, gelato e panna montata.

 

Buon appetito dallo Staff di Rimini Web! L’appuntamento è alla prossima curiosità culinaria.

 

 

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